mercoledì 11 maggio 2011

Vecchia piccola gelosia

Per coloro cui il sitstema complessivo della libertà sessuale e del conseguente allentamento dei legami sentimentali giova, è semplice condannare la gelosia. Essi, per quanto apparentemente emarginati, non sono i veri soggetti colpiti dall'egemonia dei più forti in campo sessuale. Non conoscono gelosia e si attendono che gli altri non siano eccessivamente gelosi con loro, e ciò non è difficile perchè tra i vincitori esiste una tacita convenzione secondo la quale sarebbe lecito, anzi "naturale", appetire le reciproche donne (Ne sono un caso eclatante le donne dei potenti: raramente esse lo sono di un solo potente). Per sopraggiunta essi sono privi del senso di perdita, e ciò è insieme causa e conseguenza della loro totale incapacità di essere gelosi. Il bottino sottrattogli potrà essere facilmente rimpiazzato da altre più al-lettanti conquiste. I loro legami affettivo-sentimentali equivalgono all'ordinaria igiene orale quotidiana, è una funzione igienica, biologica, giusto con un pizzico di patetica emotività in più. "Cosa fai nella vita?" "Studio, faccio tale sport, mi piace suonare x strumento, frequento il corso di talelingua, ed ho una ragazza". Ed è in un certo senso giusto quindi che essi non sappiano cosa siano le zanne della gelosia, naturale che non riescano neanche a farsene una nebulosa immagine.
Ma per coloro i quali il tradimento equivale ad un rapimento, la preferenza della propria ragazza appare come sopraffazione del più forte sul più debole, coloro per i quali la perdita è la fine di se stessi, poichè conoscono l'incondizionato e l'oggettività dei rapporti, la superficialità con cui i vincitori liquidano la gelosia è un'inaccettabile gesto di crudele cinismo, alla stregua di quello dei facoltosi per cui la fame degli indigenti è in fondo solo un piccolo neo del mondo. La gelosia dei predati è la suprema giustizia del risentimento che pretende la sua vendetta, è l'ultimativa giustizia proletaria, che aspira a redimere tutte le passate generazioni di sconfitti.
Tuttavia anche gli umiliati che la gelosia è qualcosa da superare, in quanto la giustizia definitiva è solo un ideale istantaneo cui ispirarsi per arginare le violenze dei forti sui deboli, non un modello per scatenare un definitivo rovesciamento dei ruoli, invero massimamente desiderabile ma fuori di ogni realizzazione. Ma ci sono due modi di non essere gelosi. Il primo è quello di cui abbiamo parlato all'inizio, la sicurezza dell'esemplare forte che non ha bisogno di stare sempre all'erta, perchè sa che la sua donna gli resta vicino proprio per la sua potenza, o perchè non è per lui gravoso il compito di rimpiazzarla rapidamente. L'altro appartiene agli esclusi dal gioco dalla salute, i quali pur pieni di rancore e di desiderio di giustizia vedono nel superamento della gelosia un'opportunità di liberazione da ogni piccolezza mondana. E' meglio guardare più da vicino questa seconda possibilità.
Molti sono infatti capaci, anche tra i vessati, di dimenticare presto la rapina ai loro danni commessa dal più forte. Ma chi siederebbe addirittura a tavola con lui? Chi lo perdonerebbe oltre a dimenticarlo? Di più: chi l'amerebbe? Chi amerebbe il proprio nemico? Chi sarebbe capace di gioire per il proprio nemico dimenticando la propria miseria? Chi sarebbe capace di godere dei cieli sereni altrui, solo e all'umido di un antro infestato da demòni? Solo uno che ama, che perdona, che agisce. Uno che redime se stesso. Uno che ha oltrepassato i sette cieli per stabilirsi in una sede così lontana dal possesso e dal bisogno di amore terreno, da abbracciare la più estrema ingiustizia con la pietà di colui che conosce l'irresponsabilità del demoniaco nell'uomo. Un tale uomo beato "perdona loro, perchè non sanno quello che fanno", ma non semplicemente ignorandoli, guardando e passando, ma provando sincera compassione e pietà per la loro anima sconvoltà dalla bramosia di carne-successo, gioendone tuttavia nella misura in cui quel successo gli da una (pur effimera) gaiezza. Esiste forse un tale uomo? Possiamo noi incarnare quell'uomo?

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