mercoledì 21 settembre 2011

Il coito e la potenza nei sessi/ La libertà che aggiunge valore

E' "naturale" che le donne, nelle culture primitive, siano considerate, scambiate e consumate alla stregua dei prodotti alimentari più diffusi". Perchè l'appropriazione avviene a partire dal principio maschile? Perché il pene minaccia e la vagina difende? Perché avviene sempre e solo che l'uomo con la clava in mano segua la sel-vag(g)ina sin dentro la grotta? La donna è un prodotto naturale della terra. Non si possono consumare carni imputridite sotto al sole, ortaggi divorati dagli insetti, frutti troppo abbondanti per non cagionare conflitti. Le donne del villaggio vengono allevate, consumate, prodotte, stipate, sorvegliate, difese. "Bisogna difendere le donne". "La PROTEZIONE intima" (il gergo poliziesco dei saponi intimi, ancor oggi, testimonia della natura di merce della donna). Puntiamo ai genitali, per trovare, magari, una spiegazione questo rapporto unilaterale. Il pene si affloscia, la vagina no. Se una vagina cercasse di appropriarsi con la forza di un pene, il coito non potrebbe avvenire. Il pene può essere floscio o rigido. Quando è rigido combatte contro la donna, la aggioga, la soggioga, la penetra. Come dice Aristotele: "Potenza è anche potenza-di-non", altrimenti sarebbe atto. Un pene sempre in atto, non sarebbe potente. Ed in effetti, un pene sempre in atto potrebbe esser preda, almeno virtualmente, delle mire di una donna che volesse impadronirsene. L'uomo è potente, cioè cattura e schiavizza le donne, perché può farlo solo in certi momenti e non sempre. Il poter decidere, certo non con la propria volontà, ma con quella della pulsione- il poter imporre la propria decisione sul tempo del coito, sul momento in cui questo può e non può essere effettuato, conferisce all'uomo la potenza.

Oggi, in condizioni sociali ed economiche non solo mutate, ma stravolte, l'impotenza costitutiva della donna, il suo non dover avere un erezione per il coito, è divenuta l'arma più pericolosa e lo strumento di sottomissione più potente che possa mai comparire in una comunità umana. L'emancipazione sessuale, la rottura delle catene dai ceppi che la tenevano legata vicino gli antri e le caverne, ha posto le basi per una situazione in cui anche loro sono messe in condizione di predare e, poiché la merce sessuale ha raggiunto un valore così esasperatamente alto, che un'erezione mancata dell'uomo rappresenta un'infamia sociale pari a nessun altra.




La libertà che aggiunge valore

Se la merce sessuale ha raggiunto oggi un valore così alto, è perché è divenuto sempre più dispendioso produrla e sempre più rischioso ottenerla. Per produrre un coito sono necessarie automobili, case, un posto per consumarlo, prestigio, fama e buon nome, personalità accattivante, fascino dell'intellettuale o dell'energumeno, abbonamenti mensili per la palestra, cibo sano, abbigliamento il cui significato sociale sia immediatamente riconosciuto. Questi dispendiosi mezzi per la produzione della merce sessuale, presuppongono, come direbbe Marx in riferimento al modo di produzione capitalistico, che la forza lavoro sia, almeno sul piano astratto del diritto, libera di vendersi al capitale per aggiungere valore alla merce. Non c'è plus-valore senza libertà sessuale.

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