Troppo diffuso tra i miei coetanei questo morbo. Un'apatica rassegnazione riguardo all'"evidenza" che siano costretti a crescere. Il capovolgimento perfetto di quell'altro, noto come "di Peter Pan". Che ci si getti senza il minimo stupore o rimostranza nella monotonia diabolica del pensiero calcolante, sempre uguale, dei compiti loro assegnati da chi assicura la loro (la nostra) non-vita. Non che si senta pienamente a suo agio tra istogrammi, curve, modelli, relazioni, articoli da consegnare, protocolli, prestazioni, corvées. Tuttavia da tempo si è smesso di sbigottirsi di fronte al raccapricciante spettacolo della morte organizzata. Il grande apparato di castrazione è oggi, a quanto pare, molto diverso da quello che ha reso Kafka un eunuco. Non si tratta più di investire la vita dell'uomo dall'esterno, né di attraversare il suo corpo con dispositivi che ne producano condotte pilotate; ma, con la "formazione permanente", contro la quale Deleuze lanciò il suo grido, di persuaderlo che in essa risieda tutto il processo di civilizzazione dell'uomo.
[Guardare negli occhi delle studentesse universitarie che tornano a casa con il treno delle 18.00 è uno spettacolo pari solo a quello di un uomo che nuota in una cloaca. L'efficacia con cui il potere si esercita persino sulle sue palpebre stanche sarebbe degna di profonda ammirazione, se non avesse effetti così distruttivi. Con remissivo fatalismo risponde al telefono: "Ciao amò, sono un po' stanca, mi penetrerai dopodomani, quando avrò un'ora libera tra la traduzione di inglese e le fotocopie per il relatore".]
Non si tratta propriamente di fretta di crescere, quanto di ansia di collocarsi in un luogo determinato della società. Luogo la cui sanzione è naturalmente garantita da altri, da Altro. Non è cupidigia, arrivismo, avidità, quanto piuttosto il sentimento di espropriazione della propria esistenza, o meglio, la consapevolezza di non averne alcuna al di là della non-vita "economica" (né pubblica, né privata; "amministrata").
[La stessa ragazza indica alla sua amica, con un gesto malizioso dello sguardo, le attaches colorate, i segnalibri adesivi fluorescente, e le spillette per capelli rosa e commoventi che ha comprato un attimo prima. E' questo ciò che resta alla morte amministrata: la parodia della vita felice.]
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