Si lascia correre la preferenza nel campo degli oggetti inanimati. Nulla di orrendo nel preferire un sapore, un gioco, un canto. Ma non è forse vero che ci rifiutiamo di guardare in faccia la realtà delle preferenze umane? Volentieri metteremmo a tacere tutto ciò che ci ricorda che il campo delle relazioni umane è attraversato dalle preferenze.
Non chiediamo mai ad un amico, e raramente ci viene in mente la sola possibilità di domandarlo, di quale dei suoi altri amici preferisca la compagnia; occultiamo persino a noi stessi il meccanismo delle preferenze che pure sorregge l'intero processo delle relazioni uomo-donna, quello dell'essere preferiti e del preferire. C'è qualcosa di estremamente doloroso nell'enunciarsi tale verità.
(Dinamica n. 1: Una coppia sfoglia una rivista patinata. In una pagina campeggia il modello-esemplare-maschio-perfetto della specie umana, che posa per una pubblicità di Dolce e Gabbana. Lei: "Magari tu fossi come lui". Lui: (ride) "E magari tu fossi come [inserisci nome di qualsiasi donna-corpo]". Loro: (Ridendo si danno un bacio).
Che cazzo ridete?! Non vi accorgete che state dispiegando una dialettica violenta in tutta serenità grazie alla mistificazione che ve la nasconde? Visto che non sapete cosa dite, ve lo spiego io. Se prima di andare con te lei fosse andata a letto col modello, si sarebbe "innamorata di lui", se non avesse incontrato particolari incompatibilità. Lo stesso vale per te, ciccino. Ciò significa che la vostra relazione si regge sul caso, e quindi in certa misura sul nulla. Significa che voi non esistete. Che avete molta più cura nella scelta di ciò con cui fare merenda che in quella della persona con cui fondervi. La risata leggera con cui di solito queste cose si coprono in una coppia dovrebbe acuire il sospetto. Quella risata nasce dalla distanza dal modello-uomo di spettacolo-attore-attrice etc. che gli conferisce un'aura quasi mitica di paradossale irraggiungibilità. Nella sua distanza e irraggiungibilità il modello sessuale ideale non rappresenta una minaccia immediata per la coppia, anzi sentirlo come una minaccia sarebbe sintomo di una patologica mancanza di realismo nella considerazione degli eventi (chi dei nostri padri avrà avuto l'opportunità di conoscere Barbara Bouchet e lasciare nostra madre?). Tuttavia che cos'è questa distanza? Nient'altro che un fattore casuale, una coincidenza fortuita, una combinatoria felice.Se la Bouchet non fosse stata così irraggiungibile nostro padre avrebbe abbandonato nostra madre, e se avesse conosciuto qualcuno di più attraente di lei, avrebbe abbandonato anche'essa e così via all'infinito. Il significato di questa porno-progressione demoniaca è che tutte le nostre storie che non hanno un fine, si fondano sul nulla, sul male, su una volontà appropriativa dell'altro.
Tutto ciò smaschera gli "spazi di libertà" di una coppia come l'occultamento ideologico di quegli spazi di manovra che i soggetti possono utilizzare per mantenere aperte tutte le possibilità sessuali, e piantare in asso l'altro, più o meno gradualmente, solitamente seguendo queste fasi: a) "Spazi di libertà, la coppia non deve soffocare, io ho molti amici del sesso opposto, mantengo la mia autonomia" b) Necessariamente vi sarà un amico del sesso opposto più bello e simpatico di te. La tua ragazza ti "amerà" sempre di più, ma sarà "interessata" a te sempre meno c) La ragazza si accorge, "per onestà nei confronti di se stessa", che forse il suo amore è retto solo dall'abitudine d)...e poi, tra tutti quegli amici che "la fanno stare bene", e la ristorano dalla noia per la sua storia sentimentale, ce ne sarà uno che sarà disposto ad "amarla"... e) Abbandono, lacerazione, rottura, elisione di un'intera economia biologica edificata nell'interazione con l'altro, il gioco ricomincia...)
Da dove nasce questo qualcosa di doloroso? Che cosa rende così orribile, obbrobbiosa la preferenza? Dal lato soggettivo, in primo luogo, il fatto che ne soffriamo in prima persona. Il dolore è reale, ripeta pure Nietzsche quanto voglia che la denuncia della violenza si fonda sul risentimento dei deboli, del loro odio contro tutto ciò che è potenza e forza; ciò non squalifica, anzi legittima ancor di più la brama di riscatto del "debole", nella misura in cui la sua sofferenza è reale, egli la sente su di sé, egli aspira alla potenza come il forte, e non c'è niente di più doloroso di quando questa viene umiliata, ferita, afflitta.
Dal lato oggettivo, l'incoscio avvertimento di un principio più profndo, più radicale, antropologico. Nelle dinamiche della preferenza, noi abbiamo il presentimento, anche se ne diventiamo pienamente consapevoli solo con difficoltà, che agisca un principio di violenza universale. Questo è il principio dell'eugenetica, della selezione dell'esemplare migliore, di colui le cui qualità dipendono in tutto e per tutto dalla nascita, dalla natura, dal caso quindi. E, complementare a quello dell'eugenetica, si profila il motivo dell'esclusione fondante. Solo attraverso l'esclusione si fonda una comunità, un vincolo ristretto, un'identità. Noi scorgiamo in esso, a ragione, il Male assoluto, anche se per qualche misterioso motivo rifiutiamo di ammetterlo, e continuiamo a professare i principi di libertà sessuale,autonomia del soggetto, debolezza dei vincoli di qualsiasi tipo. Per un oscuro masochismo preferiamo reagire simmetricamente ad un abbandono, ovvero con una rivincita, con una riscossa personale, piuttosto che soffermarci a denunciare la violenza di ogni abbandono e preferenza. Gli stessi che più sono vittime, per deformazioni fisiche, minorità cerebrali, anche semplice inferiorità di livello culturale, difetto di simpatia e affabilità, mancanza di carisma e charmes- le stesse vittime dell'esclusione preferenziale, sono i primi a non denunciarne la presuntuosa crudeltà. Ho visto schiere di impotenti inneggiare al principio orgiastico.
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