domenica 15 agosto 2010

La parabola dell'intratempo

E' come quell'uomo che ha trovato il suo ultimo amore in una ragazza che non può vivere vicino a lui, ma gli ha promesso di tornare. Ed allora egli lavorerà, studierà sodo, parteciperà ad eventi mondani, parlerà con molte persone ed abbraccerà altre donne. Ma egli sa che in questo intratempo ogni suo gesto nasce solo per finire, si guarda intorno, e non vede che una landa disseminata di oggetti e persone morte, prive di significato, incapaci di parlare al suo orecchio ormai teso solo al suo ritorno. Coltiverà allora un germoglio precario e tenero dentro di sé, che egli ha il compito di proteggere dalle contaminazioni esterne di un'esistenza provvisoria che pur è costretto ad attraversare. E il germoglio, insieme pegno e testimonianza dell'attesa, sarà divenuto una pianta sana e forte quando lei tornerà per adempiere alla sua promessa.

Nessun commento:

Posta un commento